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Lefthand

Lefthand nasce semplicemente da parole “non dette”, da suoni intrappolati nella bocca di un uomo che invece vorrebbe urlare al mondo cose belle e brutte, dolci e amare.

Lefthand è lo strumento attraverso il quale arte e comunicazione si fondono per creare un linguaggio universale e comprensibile a tutti coloro che lo vogliono conoscere.

Un tratto di pastello come una lettera dell’alfabeto, un alternarsi di colori come una frase, una sfumatura come un’emozione, un quadro come un racconto. In ogni stampa, infatti, c’è molto più di un disegno, c’è una storia narrata dalla voce silenziosa del Cuore.

Quella mano sinistra

Lefthand, che letteralmente significa “mano sinistra”, non si riferisce ad una mano nata mancina, ma alla mano coraggiosa, quella rimasta, di un combattente che non si arrende mai.
Non è mai piaciuto perdere a Matteo. Neanche quando una mattina, mentre fa kitesurf sul lago di Garda, un ictus gli stravolge la vita. Un deciso e improvviso cambio di direzione che nessuno si sarebbe mai aspettato. E chi mai se lo aspetta un ictus: a 41 anni, all’apice di una brillante carriera professionale e felicissimo padre da soli pochi mesi, puoi solo pensare di avere la vita in pugno, non di certo che ti colpisca un ictus.
Ma l’abbiamo detto, lui è un combattente a cui non piace perdere…

…Viene tirato fuori dall’acqua semicosciente, il lato destro del corpo completamente paralizzato, lascia increduli i primi soccorritori mentre constatano che non ha ingerito un solo goccio d’acqua.

Poi la corsa in ospedale, troppo lunga nonostante l’elicottero. Il danno sarà devastante.
I minuti passano, le cellule muoiono, lui combatte.
Nel reparto di rianimazione la diagnosi è tremenda, dicono non ce la farà. Le ore passano, la tensione sale, ma lui non smette di combattere.
Poi contro ogni aspettativa arrivano i primi segnali positivi, il pollice di Matteo si solleva come a voler tranquillizzare chi ha intorno. Ce la farà, dicono i medici, increduli ancora una volta.

Da quel 17 agosto 2016 le battaglie sono state tante e non prive di qualche sconfitta.  Una di queste, la più amara, si chiama afasia. Una terribile nemica che impedisce a Matteo di parlare, leggere, scrivere e talvolta anche di comprendere ciò che gli viene detto. Tuttavia la voglia di relazionarsi con il mondo non è mai cessata e così anche la passione per il disegno che diventa lo strumento di comunicazione alternativa attraverso il quale, giorno dopo giorno, può esprimere idee, pensieri e fantasie liberamente.

Il progetto

Lefthand è un progetto in divenire. L’intenzione è quella di rendere indelebili i pensieri di un artista ritrovato, condividerli e dimostrare che è possibile parlare anche senza voce e  abbracciare un sogno anche con una mano sola.

E che tutto questo possa fare da stimolo alle persone che come lui (e non) si trovano ad affrontare la propria grande battaglia.